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Intervento di Nan Ellin (Arizona State University, USA) al World Social Summit
Le trasformazioni dello spazio urbano

Sintesi dell'intervento

In questo intervento parlerò della diminuzione della paura e dell'ansia attraverso un adeguato utilizzo degli strumenti della progettazione urbana. Le paure fanno parte dell'esperienza umana anche se negli USA la situazione è aggravata dal grosso divario fra ricchi e poveri. A differenza degli animali, come esseri umani possiamo essere proattivi, cioè reagire attraverso delle scelte alle nostre paure.

Io vivo a Phoenix in Arizona. La città è enorme, con un'enorme periferia con centri commerciali non raggiungibili a piedi. E' necessario utilizzare la macchina per raggiungere qualsiasi luogo. Addirittura molte persone hanno scelto di andare a vivere all'interno di comunità chiuse. In USA la scelta di realizzare nelle nostre case le panic room per proteggerci dall'arrivo di un ladro in casa, non fanno che alimentare le nostre paure. La reazione alla paura può creare spirali in discesa, spirali di incremento della paura stessa. Ad esempio molte persone comprano armi da fuoco e non fanno uscire dalle case i propri figli per proteggerli, e questo fa sì che i ragazzi abbiano poche occasioni di incontro e che passino il loro tempo al pc o alla televisione. Addirittura negli USA c'è un grosso abuso nell'utilizzo di medicine anche per i bambini. La paura si può affrontare con un approccio all'urbanistica che possiamo definire integrale, è di questo che si parla nel libro "Postmodern Urbanism".

Il primo passo è quello di affrontare la paura guardandola negli occhi, e il secondo è cercare di superarla con una migliore progettazione del futuro da costruire attraverso incontri e con il dialogo. Per questo le città devono imparare a rendersi più interessanti. In questo senso opera l'urbanistica integrale che si occupa di rispondere ai bisogni dei cittadini perseguendo l'obiettivo della città fluida, ovvero una città dove non si è ansiosi. Le caratteristiche di questa città saranno innanzitutto ibridità e connettività, che consiste nel collegare le varie parti della città attraverso adeguati spazi pubblici. Un'altra importante caratteristica delle nostre città deve essere la porosità, che significa realizzare membrane permeabili che fungano da filtri per i flussi in entrata e in uscita. Anche le separazioni tra i luoghi devono essere fatte in maniera intelligente. Bisogna inoltre mantenere l'unicità e l'autenticità dei luoghi e perseguire la vulnerabilità come un punto di forza e non di debolezza, intesa come la capacità di essere flessibili e aperti. Infine dobbiamo imparare a costruire insieme alla natura, in maniera ecocompatibile. Quanto detto è un po' un riassunto dell'urbanistica integrale: interdipendenza, trasparenza, permeabilità, flussi, progettazione con la natura. In ogni luogo bisogna proteggere ciò che amiamo, ciò che per noi ha importanza. Se dobbiamo fare i cambiamenti nei luoghi, dobbiamo farli amandoli, avendo presente cosa è per noi importante. La tendenza del terzo millennio è quella di basarsi sulla paura. E' importante che le sfide urbane riconsiderino valori e obiettivi e reagiscano in maniera proattiva proteggendo i nostri luoghi e la nostre origini anche attraverso l'utilizzo di soluzioni originali.



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