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Intervento di Edoardo Boncinelli (Università Vita - Salute di Milano, Italia)
Le frontiere della scienza

Sintesi dell'intervento

La scienza fa paura perché è novità, e il nuovo fa paura come tutti gli animali, tranne quando sono cuccioli. Rispetto agli altri animali, l'uomo ha meno paura delle novità perché rimane cucciolo fino a 30 anni. Ma è bene informarsi, perché si scoprirà che la paura è la peggior ricetta e non è un grande investimento. Quello che la scienza ha fatto e promette di fare ancora è di eliminare le ingiustizie e le differenze. Per esempio elimina le ingiustizie di chi nasce malato e debole.

La scienza è tante cose contemporaneamente. Primo, la scienza non è definitiva, ma è affidabile ed è fonte di applicazioni pratiche, perché l'uomo non si accontenta di conoscere, ma vuole fare. I risultati della scienza sono sotto gli occhi di tutti: chi ieri nasceva miope era handicappato, oggi no. La scienza è anche parte integrante del progresso culturale, ma l'Italia non è il paese giusto: da noi quando si parla di cultura si parla di tutto, ma non della scienza. Secondo: la scienza è forma mentis che aiuta a informare lo spirito critico, a giudicare e essere giudicato.

La scienza fa paura rispetto al passato, quando c'era la speranza di risolvere problemi di salute, trasporto, approvvigionamento. Oggi non c'è più a bilanciare la paura la pressione all'aspettativa di un grosso miglioramento. Del resto, si sta sufficientemente bene da non desiderare di stare meglio, sebbene l'uomo sia per definizione incontentabile. A ingenerare paura sono state le promesse fatte nel '700 e nell'800, quando qualcuno promise più felicità e saggezza. Ma la scienza non ci può rendere felici e non ci ha reso più saggi. Il risultato è che le promesse sono andate vane, e quando si è compreso questo si è diffuso un senso di delusione.

Tuttavia la scienza ha prodotto cose concrete. Nelle scienze umane l'uomo si è sempre chiesto quale fosse la cifra della vita. E l'uomo si è sempre chiesto cosa avessero di particolare gli esseri viventi. Oggi lo sappiamo. Il segreto della vita è semplice: in ciascuna delle nostre cellule ci sono le istruzioni per l'uso.

L'uomo ha messo in pratica un progetto: è l'unica specie che conosce esattamente i dettagli del nostro patrimonio genetico. E siamo solo all'inizio. Quello che le nostre cellule si portano, leggono, si trasmettono, non è altro che un testo che è stato letto solo in parte, perché ci sono cose che ancora non sappiamo leggere. La parte del nostro patrimonio genetico di cui abbiamo certezza è circa il 3%, il resto ci deve ancora essere raccontato. C'è ancora tanto da studiare. Agitare la paura è spesso uno strumento di controllo sociale.



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