Sintesi dell'intervento Abbiamo capito in questi giorni che occorre superare l'idea di paure molteplici. C'è altrimenti il rischio che tutto diventi paura e che non si riesca a reagire. Il latte dannoso per i bambini, gli scippi degli zingari, la grande crisi americana. In Italia c'è stata una rottura profonda: prima la sicurezza veniva collegata alla regolamentazione del lavoro. C'era un nesso tra la sicurezza sociale e il lavoro. Ma oggi che l'occupazione è a rischio, la garanzia di sicurezza viene meno. Siamo portati a cercare sicurezze senza senso, come l'esercito nelle città. Sicurezze generiche, molteplici. Per non perdere la speranza, occorre allontanarla dalla paura. Il binomio speranza-paura deresponsabilizza, modificando l'aspetto psicologico della società. Se non si fugge la rassegnazione, se non c'è fiducia, dialettica, coraggio, libertà, un sistema non può allontanarsi dalla paura. Inoltre, non ci dobbiamo affidare alle individual solutions, che ci appiattiscono al presente. Se la prospettiva rimane sul breve termine, non riusciremo mai ad affrontare i fatti imponderabili. Per evitare ciò, serve la speranza in un'utopia positiva, l'immaginazione, capace di trasformare l'emozione in sentimento.
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